CURARSI CON L'IPNOSI

21.11.2014 17:16

A chi assiste ad una seduta ipnotica di dimostrazione può sembrare che il soggetto che si sia sottoposto a questa esperienza faccio tutto come l'operatore desidera, senza opporre la minima resistenza, Questo fatto viene confermato anche dagli spettacoli televisivi dove sembra che nessuno incontri difficoltà ad entrare nello stato ipnotico. Un ipnotizzatore da palcoscenico ha delle sufficienti esperienze per scegliere le persone «giuste» per dimostrare il suo «potere magico» sugli altri. Perciò è falso pensare che l'ipnotizzatore sia una persona particolari facoltà e che riesce a manipolare contro la volontà degli altri.

Per analizzare l'ipnotizzazione bisogna prendere in considerazione un fatto molto importante, cioè il grado di influenzabilità di ciascuna persona. Entriamo, per esempio, in un negozio ed il proprietario ci tratta con molta gentilezza, sorride, è molto simpatico, pulito, si veste con eleganza, dice che si farà sempre uno sconto e che la sua merce, nel caso si trattasse di cibo, è sempre fresca e di prima qualità. Portiamo spesso qualcosa in omaggio a casa. Torniamo da lui ben volentieri e quando il venditore comincia a raccontarci  anche le cose familiari non abbiamo più dubbi che egli sia una brava persona. Il nostro radar di sospetto si riduce e spesso alcuni di noi recepiscono i messaggi di questa persona senza usare senso critico. Con altre parole, ci lasciamo suggestionare. Ma il pericolo per noi sussiste soltanto nel caso di un venditore non del tutto onesto.

Queste suggestioni, una dopo l'altra cominciano ad entrare anche nel nostro inconscio diventando una parte del nostro io. Questo accade molto facilmente anche quando guardiamo la televisione. La suggestione è proprio un elemento essenziale per l'ipnotizzazione. Il nostre senso critico può ridursi quando abbiamo la massima fiducia in una persona, oppure quando qualcuno ci mette improvvisamente in una confusione mentale. Grazie a queste condizioni possiamo rimanere molto influenzati da un'altra persona che agisce su di noi verbalmente (gesti, mimica) e anche con la sua energia. Ci comunica qualcosa e in noi rimane una «traccia» di questo incontro. Dipende dalla forza  con la quale questo messaggio viene comunicato e dalla forza della nostra influenzabilità. Qui nasce un misterioso fenomeno chiamato ipnosi accompagnato anche da uno stato di trance che può essere creato da una voce, da rumori monotoni, dalla posizione fisica, del corpo, dalla fissazione con gli occhi di qualche cosa, da  un profondo rilassamento, etc. L'ipnotizzazione può realizzarsi anche senza la presenza dell'operatore. In questo caso parliamo dell'autoipnosi. Seguendo certe regole, possiamo influenzare noi stessi. Diventiamo operatore e nello stesso tempo soggetto. É ovvio che la presenza dell'ipnoterapeuta ci dà una maggior comodità e per la psicoterapia è insostituibile. É difficile dire quando finisca. L'inizio sarà quando cominciamo a fidarci senza limiti dell'operatore, quando sentiamo che ci vuole bene, quando si crea un piacevole rapporto e ci apriamo completamente ai suoi messaggi che entrano nel nostro conscio ed inconscio, come è stato detto, attraverso i canali verbali, non verbali, tramite l'energia e poi anche attraverso certe vie irrazionali. E non ha importanza se i nostri occhi sono chiusi o aperti. Anche l'intensità dello stato ipnotico varia ed a volte, per diversi motivi, si raggiunge uno stato di disattenzione ai rumori esterni che prima si sentivano e di conseguenza di una forte concentrazione sulla voce dell'operatore. A questo punto non c'è più tempo e spazio, le nostre preoccupazioni e paure vanno via e noi stiamo bene.

Prima di fare una seduta al nostro paziente occorre accertarsi quali siano le sue aspettative relative allo stato ipnotico.Forse nessun altro metodo psicoterapeutico, e ormai ce ne sono centinaia, è collegato con un'immagine così erronea come quella attribuita all'ipnosi. Una persona che viene per farsi psicoanalizzare oppure per sottoporsi ad un trattamento di bioenergia non vive quel terrore che hanno alcuni pazienti prima di sottoporsi alla prima seduta ipnotica. Generalmente si crede che durante la trance ipnotica si perda la coscienza e che l'operatore possa manipolare con il soggetto come vuole. Conosco anche alcuni terapeuti che applicano l'ipnosi da molti anni che affermano di non essere riusciti loro stessi ad entrare nello stato ipnotico. Ciò dimostra che probabilmente la loro idea si riferisce al concetto ipnosi=sonno. É stato nell'anno 1843 che Braid chiamò questo fenomeno così, ma ormai sappiamo che l'ipnosi non è un sonno, neanche parziale. Sarebbe dunque erroneo dire alla fine della seduta al paziente: «Dopo aver aperto gli occhi Lei sarà completamento sveglio»- Il nostro soggetto è sveglio sempre. Dobbiamo essere sempre molto attenti a dire qualche cosa che non corrisponda alla realtà da lui vissuta per non fargli perdere la fiducia.

Nel mondo non esistono due persone uguali. Le reazioni all'ipnosi variano da persona a persona. L'ipnotizzazione stessa è un fattore variabile che dipende non solo dalla preparazione e dalla personalità dell'ipnotizzatore, ma sopratutto dal rapporto umano, simpatia, fiducia che si crea fra l'operatore e il paziente. Secondi i calcoli degli ipnologi americani il 15% delle persone raggiungono un profondo stato ipnotico, il 30% un leggero stato ipnotico, il 50% un medio stato ipnotico ed il 5% sono i casi fortemente resistenti. A questa ultima categoria possono appartenere le persone con grosse difficoltà di concentrazione (fuga dei pensieri), con altissima ansietà, con impossibilità di instaurare un rapporto con l'operatore (spesso in alcune forme di schizofrenia), con molta rigidità psichica, spesso tipica in pazienti di età molto avanzata, con scarsa fantasia ed immaginazione. Gli ultimi sviluppi e progressi nell'ipnologia ed elaborazione delle nuove tecniche permettono sempre più di affrontare anche casi di questo genere. Dire ad alcuno dei nostri pazienti che è inipnotizzabile è un grosso errore. A volte il tempo che passa rafforza il nostro rapporto umano, aiuta a creare la necessaria fiducia e così migliora l'ipnorecettività del nostro paziente. L'ipnologia attuale offre molte tecniche e metodi. Il nostro successo nell'ipnotizzazione dipende dalla nostra valutazione del paziente. Per una persona può essere utile l'approccio classico, piuttosto autoritario e diretto, per un'altra invece sono necessari i metodi Ericksoniani – indiretti - con i quali il soggetto non si rende conto di essere ipnotizzato, ma nonostante ciò tale seduta può lasciare tracce molto profonde sulla psiche del soggetto. L'ipnotizzazione può essere analizzata anche dal punto di vista della nostra bioenergia. Essa agisce in un modo automatico anche senza toccare il paziente con la mano creando un campo magnetico che alcuni percepiscono anche consciamente. Essa può essere positiva o negativa. Ricordando i cosiddetti passi di Mesmer (1776) possiamo entrare nel campo magnetico del nostro paziente ancora più profondamente. La scuola russa Raikoviana ci insegna anche il tocco diretto. L'operatore pone la sua mano sulla fronte o in corrispondenza di qualche organo malato del paziente anche per quaranta minuti. In questo punto si unisce strettamente l'ipnositerapia con la pranoterapia. L'ipnotizzatore può dare la seguente suggestione: «La bioenergia che ti mando tramite le mie mani rimane in te e lavorerà fino alla completa guarigione»

Possiamo applicare l'ipnosi in campo psicoterapeutico. Ci occupiamo di stati di ansia, ipersensibilità, depressione, fobie, ossessioni, insonnia, vizio del fumo e del bere, obesità, tossicodipendenza, balbuzie, deviazioni sessuali e disturbi della personalità. Curiamo la nevrosi e ci sono anche certi risultati positivi per quanto riguarda la psicosi e la schizofrenia simplex. Per ottenere i risultati migliori, applichiamo oltre all'ipnosi anche la psicoanalisi e le terapie comportamentali. Negli ultimi anni viene sottolineata l'eccleticità in psicoterapia, cioè si cerca di applicare la massima quantità dei metodi anche se provenienti dalle varie scuole psicoterapeutiche.

L'ipnosi serve anche come un eccellente metodo anestetico ed analgesico in stomatologia e chirurgia. Il parto in ipnosi permette alla donna di non percepire il fastidio dei dolori che sono legati a questo evento. Con il trattamento ipnotico si cerca di curare la sterilità psicosomatica. Attualmente è in corso una ricerca che esamina le reali possibilità di un impedimento fisiologico al concepimento ipnoticamente creato nel corpo della donna (ipnocontraccezione).

Grazie all'ipnosi possiamo rafforzare la motivazione e la volontà per lo studio e migliorare la nostra concentrazione. In autoipnosi possiamo con molto successo studiare o sostenere gli esami. Per l'apprendimento delle lingue straniere serve il cosiddetto «Metodo della Psicoattivazione Linguistica» (PALM), grazie al quale si puà relativamente in breve tempo acquistare la conoscenza di una lingua straniera. Il PALM di cui sono l'ideatore è stato presentato per la prima volta durante il 5° Congresso Europeo di Ipnosi a Costanza in Germania nell'agosto dell'anno scorso. Lo stato di trance ipnotica come tale è fortemente curativo. Il nostro organismo è stato in origine programmato per stare bene. Così con una frequente esposizione allo stato ipnotico si accorciano i tempi di guarigione e si rafforza in noi l'apparato immunitario, cosa di grande importanza nella prevenzione delle varie infezioni virali, in modo particolare per quanto riguarda l'AIDS.

 

 

Sintesi

L'autore chiarisce che per procedere ad una buona ipnotizzazione è necessario valutare il grado di influenzabilità di ciascuna persona e che da questa angolazione si possono inviare le suggestioni che sono un elemento essenziale per l'ipnosi. Se abbiamo tanta fiducia nell'ipnotizzatore il senso critico si riduce. Afferma, inoltre, che l'ipnotizzazione è proporzionale al senso di fiducia che si crea fra l'ipnotizzato e l'ipnotizzatore.