L'IPNOSI NON È IPNOSI

25.11.2014 17:36

 

Ipnoterapeuta: “Ora conterò da uno a cinque, quando avrò detto cinque si apriranno i suoi occhi e Lei sarà completamente sveglio! Uno, due , tre, quattro, cinque! Allora, come sta?”

Paziente:”  Non penso di essere entrato in ipnosi, sono sempre stato sveglio e volendo avrei potuto aprire gli occhi…

 

Forse nessun altro metodo psico-terapeutico, e ormai ce ne sono centinaia, è collegato con un immagine così erronea come quella attribuita all’ipnosi. Una persona che viene per farsi psicoanalizzare oppure per sottoporsi ad un trattamento di bioenergia non vive quel terrore che hanno alcuni pazienti prima di sottoporsi alla prima seduta ipnotica. Basterebbe fermare la gente per strada e chiedere la definizione della parola ipnosi per scoprire come ad alcuni questo termine faccia paura, ad altri faccia ridere o sia unito con la magia e l’illusionismo.

Indubbiamente l’ipnosi suscita tanto interesse per la sua misteriosità e forza di manipolazione. Basti leggere sui giornali come una giovane zingara sia riuscita ad “ipnotizzare” il cassiere  di una banca e sia uscita nonostante i sofisticati controlli di sicurezza con alcuni miliardi in tasca. Quando poi assistendo alla TV allo spettacolo di un ipnotista o illusionista alcune persone non possono separare le mani, non riescono ad alzarsi o a camminare nonostante facciano un notevole sforzo, è perchè sono state ipnotizzate: è logico che verso l’ipnosi ci sentiamo più che perplessi.

Nell’anno 1843,  J.Braid chiamò questo fenomeno, risposta della nostra psiche e del nostro corpo all’azione verbale e bioenergetica dell’operatore, impropriamente con il nome greco “ipnosi” che in italiano significa “sonno”. Ma noi sappiamo che l’ipnosi non è un sonno , neanche parziale. A volte sbagliano gli stessi operatori quando, alla fine della seduta dicono:

-“Dopo aver aperto gli occhi Lei sarà completamente sveglio”.

Siccome il paziente nello stato ipnotico non perde la coscienza, rimane sempre sveglio altrimenti non potrebbe seguire la voce dell’ipnologo, dopo aver aperto gli occhi si sente perplesso. Se è sincero ci che è stato sveglio dall’inizio alla fine. Se per caso si è addormentato davvero, non possiamo più dire che è stato in ipnosi, ma nel sonno biologico. A questo punto è logico che non ricordi niente e bisogna svegliarlo davvero. Potrebbe anche capitarci il caso che dopo la seduta ipnotica non si ricordi le parole dell’operatore nonostante non sia entrato nel sonno biologico. Questo fenomeno si chiama amnesia spontanea e capita di solito ai sonnambuli che, alla luce della luna, si alzano e cominciano a fare le loro passeggiate notturne sui tetti dei palazzi. Queste persone durante la notte entrano in uno stato ipnotico spontaneo e con gli occhi aperti cominciano a svolgere una qualche attività.

C’era un marito che con regolarità si svegliava durante la notte e andava a fare ordine in casa. La mattina non si ricordava niente e tuta la famiglia si meravigliava che ogni cosa era stata messa a posto.

Nel mondo non esistono due persone uguali. Le reazioni all’ipnosi variano da persona a persona. Ma l’ipnotizzazione stessa è un fattore variabile. Dipende dalla preparazione e dalla personalità dell’ipnotizzatore. Nonostante questa variabilità in base alla statistica possiamo distinguere alcuni gruppi di popolazione in base alla loro ipnoricettività. Si calcola che il 15% delle persone raggiungano un profondo stato ipnotico, il 30% un leggero stato ipnotico, il 50% un medio stato ipnotico.

Per quanto riguarda invece le percentuali riguardanti l’età del soggetto riproducono i seguenti dati:

 fino ai 5 anni entra in ipnosi l’88% della popolazione, fra i 6 e i 10 anni il 75%, fra gli 11 e i 15 anni il 65%, fra i 15 e i 20 anni il 47%, fra i 20 e i 60 il 25%.

Attraverso le parole e la trasmissione della propria energia corporea, l’ipnologo agisce sul paziente, manda degli impulsi e cerca di condizionare e modificare la percezione, il vissuto e l’immaginazione del paziente. Se il soggetto ha fiducia a sentire il suo corpo rilassato piacevolmente e la sua mente tranquilla e serena. Se questo abbandono è assoluto, in base alla sugestione ipnotica, è possibile raggiungere l’anestesia totale del corpo a tal punto che in questo stato si potrebbe fare anche un’operazione chirurgica.

Altri aspetti che facilitano il raggiungimento dell’ipnosi intensa sono:

una buona immaginazione, l’intelligenza, una personalità non complessa, un carattere ottimista, una buona concentrazione, con un sistema nervoso molto elastico e giovane. Con il tempo possono crescere il nostro pessimismo, i sospetti, l’amarezza, la rigidità; tutti elementi sicuramente sfavorevoli.

Quando capitano delle situazioni che dalla stampa vengono chiamate “ipnosi”, create come sopra detto per esempio da una zingara, si tratta semplicemente della capacità di mettere le persone in una confusione mentale ottenuta dicendo qualche cosa di insolito che provoca nelle persone in questione un attimo di trans passivo in seguito al quale un furbo si approfitta. Quando poi si tratta di qualche ipnotizzatore sul palcoscenico, è impossibile ottenere gli stessi risultati con tutti, poiché è necessario che la persona si lasci andare e accetti ordini.

Un soggetto non può essere ipnotizzato contro la sua volontà. Solo nel caso patologico di perdita della propria volontà e personalità sarebbe possibile verbalmente manipolare con la persona anche senza l’ipnotizzazione; per questo nei tempi recenti molti genitori sono disperati a causa dell’entrata dei figli in qualche setta religiosa, cosa che li ha portati ad interrompere i rapporti con la famiglia, a lasciare il posto di lavoro e a cambiare completamente stile di vita. È nata l’idea che con l’ipnosi si potrebbe fare una specie di lavaggio del cervello, portando nuovo il figliolo perso alla casa materna. In America sono apparsi dei deprogrammatori che, per grandi somme di denaro,  cercano con  violenza psichica di cambiare “cervello” della persona dopo averla rapita. Tutta la ricerca però, fatta anche dalla CIA, dimostra che l’effetto ottenuto, molte volte per paura, è di breve durata, infatti dopo poco tempo soggetto torna nello stato mentale antecedente il condizionamento.

Con la violenza non si può convincere a manipolare né raggiungere risultati positivi e stabili.