DEFINIZIONE DELLA SALUTE MENTALE

Con l'espressione salute mentale, secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si fa riferimento ad uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l'individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all'interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell'ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni, avere una buona immagine di sè ed essere consapevoli delle proprie emozioni, affetti e modalità relazionali. (2001)


CURARSI CON L'IPNOSI  

A chi assiste ad una seduta ipnotica di dimostrazione può sembrare che il soggetto che si sia sottoposto a questa esperienza faccio tutto come l'operatore desidera, senza opporre la minima resistenza, Questo fatto viene confermato anche dagli spettacoli televisivi dove sembra che nessuno incontri difficoltà ad entrare nello stato ipnotico. Un ipnotizzatore da palcoscenico ha delle sufficienti esperienze per scegliere le persone «giuste» per dimostrare il suo «potere magico» sugli altri. Perciò è falso pensare che l'ipnotizzatore sia una persona particolari facoltà e che riesce a manipolare contro la volontà degli altri.

Per analizzare l'ipnotizzazione bisogna prendere in considerazione un fatto molto importante, cioè il grado di influenzabilità di ciascuna persona. Entriamo, per esempio, in un negozio ed il proprietario ci tratta con molta gentilezza, sorride, è molto simpatico, pulito, si veste con eleganza, dice che si farà sempre uno sconto e che la sua merce, nel caso si trattasse di cibo, è sempre fresca e di prima qualità. Portiamo spesso qualcosa in omaggio a casa. Torniamo da lui ben volentieri e quando il venditore comincia a raccontarci anche le cose familiari non abbiamo più dubbi che egli sia una brava persona. Il nostro radar di sospetto si riduce e spesso alcuni di noi recepiscono i messaggi di questa persona senza usare senso critico. Con altre parole, ci lasciamo suggestionare. Ma il pericolo per noi sussiste soltanto nel caso di un venditore non del tutto onesto.

Queste suggestioni, una dopo l'altra cominciano ad entrare anche nel nostro inconscio diventando una parte del nostro io. Questo accade molto facilmente anche quando guardiamo la televisione. La suggestione è proprio un elemento essenziale per l'ipnotizzazione. Il nostre senso critico può ridursi quando abbiamo la massima fiducia in una persona, oppure quando qualcuno ci mette improvvisamente in una confusione mentale. Grazie a queste condizioni possiamo rimanere molto influenzati da un'altra persona che agisce su di noi verbalmente (gesti, mimica) e anche con la sua energia. Ci comunica qualcosa e in noi rimane una «traccia» di questo incontro. Dipende dalla forza con la quale questo messaggio viene comunicato e dalla forza della nostra influenzabilità. Qui nasce un misterioso fenomeno chiamato ipnosi accompagnato anche da uno stato di trance che può essere creato da una voce, da rumori monotoni, dalla posizione fisica, del corpo, dalla fissazione con gli occhi di qualche cosa, da un profondo rilassamento, etc. L'ipnotizzazione può realizzarsi anche senza la presenza dell'operatore. In questo caso parliamo dell'autoipnosi. Seguendo certe regole, possiamo influenzare noi stessi. Diventiamo operatore e nello stesso tempo soggetto. É ovvio che la presenza dell'ipnoterapeuta ci dà una maggior comodità e per la psicoterapia è insostituibile. É difficile dire quando finisca. L'inizio sarà quando cominciamo a fidarci senza limiti dell'operatore, quando sentiamo che ci vuole bene, quando si crea un piacevole rapporto e ci apriamo completamente ai suoi messaggi che entrano nel nostro conscio ed inconscio, come è stato detto, attraverso i canali verbali, non verbali, tramite l'energia e poi anche attraverso certe vie irrazionali. E non ha importanza se i nostri occhi sono chiusi o aperti. Anche l'intensità dello stato ipnotico varia ed a volte, per diversi motivi, si raggiunge uno stato di disattenzione ai rumori esterni che prima si sentivano e di conseguenza di una forte concentrazione sulla voce dell'operatore. A questo punto non c'è più tempo e spazio, le nostre preoccupazioni e paure vanno via e noi stiamo bene.

Prima di fare una seduta al nostro paziente occorre accertarsi quali siano le sue aspettative relative allo stato ipnotico.Forse nessun altro metodo psicoterapeutico, e ormai ce ne sono centinaia, è collegato con un'immagine così erronea come quella attribuita all'ipnosi. Una persona che viene per farsi psicoanalizzare oppure per sottoporsi ad un trattamento di bioenergia non vive quel terrore che hanno alcuni pazienti prima di sottoporsi alla prima seduta ipnotica. Generalmente si crede che durante la trance ipnotica si perda la coscienza e che l'operatore possa manipolare con il soggetto come vuole. Conosco anche alcuni terapeuti che applicano l'ipnosi da molti anni che affermano di non essere riusciti loro stessi ad entrare nello stato ipnotico. Ciò dimostra che probabilmente la loro idea si riferisce al concetto ipnosi=sonno. É stato nell'anno 1843 che Braid chiamò questo fenomeno così, ma ormai sappiamo che l'ipnosi non è un sonno, neanche parziale. Sarebbe dunque erroneo dire alla fine della seduta al paziente: «Dopo aver aperto gli occhi Lei sarà completamento sveglio»- Il nostro soggetto è sveglio sempre. Dobbiamo essere sempre molto attenti a dire qualche cosa che non corrisponda alla realtà da lui vissuta per non fargli perdere la fiducia.

Nel mondo non esistono due persone uguali. Le reazioni all'ipnosi variano da persona a persona. L'ipnotizzazione stessa è un fattore variabile che dipende non solo dalla preparazione e dalla personalità dell'ipnotizzatore, ma sopratutto dal rapporto umano, simpatia, fiducia che si crea fra l'operatore e il paziente. Secondi i calcoli degli ipnologi americani il 15% delle persone raggiungono un profondo stato ipnotico, il 30% un leggero stato ipnotico, il 50% un medio stato ipnotico ed il 5% sono i casi fortemente resistenti. A questa ultima categoria possono appartenere le persone con grosse difficoltà di concentrazione (fuga dei pensieri), con altissima ansietà, con impossibilità di instaurare un rapporto con l'operatore (spesso in alcune forme di schizofrenia), con molta rigidità psichica, spesso tipica in pazienti di età molto avanzata, con scarsa fantasia ed immaginazione. Gli ultimi sviluppi e progressi nell'ipnologia ed elaborazione delle nuove tecniche permettono sempre più di affrontare anche casi di questo genere. Dire ad alcuno dei nostri pazienti che è inipnotizzabile è un grosso errore. A volte il tempo che passa rafforza il nostro rapporto umano, aiuta a creare la necessaria fiducia e così migliora l'ipnorecettività del nostro paziente. L'ipnologia attuale offre molte tecniche e metodi. Il nostro successo nell'ipnotizzazione dipende dalla nostra valutazione del paziente. Per una persona può essere utile l'approccio classico, piuttosto autoritario e diretto, per un'altra invece sono necessari i metodi Ericksoniani - indiretti - con i quali il soggetto non si rende conto di essere ipnotizzato, ma nonostante ciò tale seduta può lasciare tracce molto profonde sulla psiche del soggetto. L'ipnotizzazione può essere analizzata anche dal punto di vista della nostra bioenergia. Essa agisce in un modo automatico anche senza toccare il paziente con la mano creando un campo magnetico che alcuni percepiscono anche consciamente. Essa può essere positiva o negativa. Ricordando i cosiddetti passi di Mesmer (1776) possiamo entrare nel campo magnetico del nostro paziente ancora più profondamente. La scuola russa Raikoviana ci insegna anche il tocco diretto. L'operatore pone la sua mano sulla fronte o in corrispondenza di qualche organo malato del paziente anche per quaranta minuti. In questo punto si unisce strettamente l'ipnositerapia con la pranoterapia. L'ipnotizzatore può dare la seguente suggestione: «La bioenergia che ti mando tramite le mie mani rimane in te e lavorerà fino alla completa guarigione».

Possiamo applicare l'ipnosi in campo psicoterapeutico. Ci occupiamo di stati di ansia, ipersensibilità, depressione, fobie, ossessioni, insonnia, vizio del fumo e del bere, obesità, tossicodipendenza, balbuzie, deviazioni sessuali e disturbi della personalità. Curiamo la nevrosi e ci sono anche certi risultati positivi per quanto riguarda la psicosi e la schizofrenia simplex. Per ottenere i risultati migliori, applichiamo oltre all'ipnosi anche la psicoanalisi e le terapie comportamentali. Negli ultimi anni viene sottolineata l'eccleticità in psicoterapia, cioè si cerca di applicare la massima quantità dei metodi anche se provenienti dalle varie scuole psicoterapeutiche.

L'ipnosi serve anche come un eccellente metodo anestetico ed analgesico in stomatologia e chirurgia. Il parto in ipnosi permette alla donna di non percepire il fastidio dei dolori che sono legati a questo evento. Con il trattamento ipnotico si cerca di curare la sterilità psicosomatica. 

Grazie all'ipnosi possiamo rafforzare la motivazione e la volontà per lo studio e migliorare la nostra concentrazione. In autoipnosi possiamo con molto successo studiare o sostenere gli esami. Per l'apprendimento delle lingue straniere serve il cosiddetto «Metodo della Psicoattivazione Linguistica» (PALM), grazie al quale si puà relativamente in breve tempo acquistare la conoscenza di una lingua straniera. Il PALM di cui sono l'ideatore è stato presentato per la prima volta durante il 5° Congresso Europeo di Ipnosi a Costanza in Germania nell'agosto dell'anno scorso. Lo stato di trance ipnotica come tale è fortemente curativo. Il nostro organismo è stato in origine programmato per stare bene. Così con una frequente esposizione allo stato ipnotico si accorciano i tempi di guarigione e si rafforza in noi l'apparato immunitario, cosa di grande importanza nella prevenzione delle varie infezioni virali.


L'IPNOSI NON E' IPNOSI


Ipnoterapeuta: "Ora conterò da uno a cinque, quando avrò detto cinque si apriranno i suoi occhi e Lei sarà completamente sveglio! Uno, due , tre, quattro, cinque! Allora, come sta?"

Paziente:" Non penso di essere entrato in ipnosi, sono sempre stato sveglio e volendo avrei potuto aprire gli occhi...

Forse nessun altro metodo psico-terapeutico, e ormai ce ne sono centinaia, è collegato con un immagine così erronea come quella attribuita all'ipnosi. Una persona che viene per farsi psicoanalizzare oppure per sottoporsi ad un trattamento di bioenergia non vive quel terrore che hanno alcuni pazienti prima di sottoporsi alla prima seduta ipnotica. Basterebbe fermare la gente per strada e chiedere la definizione della parola ipnosi per scoprire come ad alcuni questo termine faccia paura, ad altri faccia ridere o sia unito con la magia e l'illusionismo.

Indubbiamente l'ipnosi suscita tanto interesse per la sua misteriosità e forza di manipolazione. Basti leggere sui giornali come una giovane zingara sia riuscita ad "ipnotizzare" il cassiere di una banca e sia uscita nonostante i sofisticati controlli di sicurezza con alcuni miliardi in tasca. Quando poi assistendo alla TV allo spettacolo di un ipnotista o illusionista alcune persone non possono separare le mani, non riescono ad alzarsi o a camminare nonostante facciano un notevole sforzo, è perchè sono state ipnotizzate: è logico che verso l'ipnosi ci sentiamo più che perplessi.

Nell'anno 1843, J.Braid chiamò questo fenomeno, risposta della nostra psiche e del nostro corpo all'azione verbale e bioenergetica dell'operatore, impropriamente con il nome greco "ipnosi" che in italiano significa "sonno". Ma noi sappiamo che l'ipnosi non è un sonno , neanche parziale. A volte sbagliano gli stessi operatori quando, alla fine della seduta dicono:

-"Dopo aver aperto gli occhi Lei sarà completamente sveglio".

Siccome il paziente nello stato ipnotico non perde la coscienza, rimane sempre sveglio altrimenti non potrebbe seguire la voce dell'ipnologo, dopo aver aperto gli occhi si sente perplesso. Se è sincero ci che è stato sveglio dall'inizio alla fine. Se per caso si è addormentato davvero, non possiamo più dire che è stato in ipnosi, ma nel sonno biologico. A questo punto è logico che non ricordi niente e bisogna svegliarlo davvero. Potrebbe anche capitarci il caso che dopo la seduta ipnotica non si ricordi le parole dell'operatore nonostante non sia entrato nel sonno biologico. Questo fenomeno si chiama amnesia spontanea e capita di solito ai sonnambuli che, alla luce della luna, si alzano e cominciano a fare le loro passeggiate notturne sui tetti dei palazzi. Queste persone durante la notte entrano in uno stato ipnotico spontaneo e con gli occhi aperti cominciano a svolgere una qualche attività.

C'era un marito che con regolarità si svegliava durante la notte e andava a fare ordine in casa. La mattina non si ricordava niente e tuta la famiglia si meravigliava che ogni cosa era stata messa a posto.

Nel mondo non esistono due persone uguali. Le reazioni all'ipnosi variano da persona a persona. Ma l'ipnotizzazione stessa è un fattore variabile. Dipende dalla preparazione e dalla personalità dell'ipnotizzatore. Nonostante questa variabilità in base alla statistica possiamo distinguere alcuni gruppi di popolazione in base alla loro ipnoricettività. Si calcola che il 15% delle persone raggiungano un profondo stato ipnotico, il 30% un leggero stato ipnotico, il 50% un medio stato ipnotico.

Per quanto riguarda invece le percentuali riguardanti l'età del soggetto riproducono i seguenti dati:

fino ai 5 anni entra in ipnosi l'88% della popolazione, fra i 6 e i 10 anni il 75%, fra gli 11 e i 15 anni il 65%, fra i 15 e i 20 anni il 47%, fra i 20 e i 60 il 25%.

Attraverso le parole e la trasmissione della propria energia corporea, l'ipnologo agisce sul paziente, manda degli impulsi e cerca di condizionare e modificare la percezione, il vissuto e l'immaginazione del paziente. Se il soggetto ha fiducia a sentire il suo corpo rilassato piacevolmente e la sua mente tranquilla e serena. Se questo abbandono è assoluto, in base alla sugestione ipnotica, è possibile raggiungere l'anestesia totale del corpo a tal punto che in questo stato si potrebbe fare anche un'operazione chirurgica.

Altri aspetti che facilitano il raggiungimento dell'ipnosi intensa sono:

una buona immaginazione, l'intelligenza, una personalità non complessa, un carattere ottimista, una buona concentrazione, con un sistema nervoso molto elastico e giovane. Con il tempo possono crescere il nostro pessimismo, i sospetti, l'amarezza, la rigidità; tutti elementi sicuramente sfavorevoli.

Quando capitano delle situazioni che dalla stampa vengono chiamate "ipnosi", create come sopra detto per esempio da una zingara, si tratta semplicemente della capacità di mettere le persone in una confusione mentale ottenuta dicendo qualche cosa di insolito che provoca nelle persone in questione un attimo di trans passivo in seguito al quale un furbo si approfitta. Quando poi si tratta di qualche ipnotizzatore sul palcoscenico, è impossibile ottenere gli stessi risultati con tutti, poiché è necessario che la persona si lasci andare e accetti ordini.

Un soggetto non può essere ipnotizzato contro la sua volontà. Solo nel caso patologico di perdita della propria volontà e personalità sarebbe possibile verbalmente manipolare con la persona anche senza l'ipnotizzazione; per questo nei tempi recenti molti genitori sono disperati a causa dell'entrata dei figli in qualche setta religiosa, cosa che li ha portati ad interrompere i rapporti con la famiglia, a lasciare il posto di lavoro e a cambiare completamente stile di vita. È nata l'idea che con l'ipnosi si potrebbe fare una specie di lavaggio del cervello, portando nuovo il figliolo perso alla casa materna. In America sono apparsi dei deprogrammatori che, per grandi somme di denaro, cercano con violenza psichica di cambiare "cervello" della persona dopo averla rapita. Tutta la ricerca però, fatta anche dalla CIA, dimostra che l'effetto ottenuto, molte volte per paura, è di breve durata, infatti dopo poco tempo soggetto torna nello stato mentale antecedente il condizionamento.

Con la violenza non si può convincere a manipolare né raggiungere risultati positivi e stabili.